File not found
BlackRock

Scossa di terremoto di magnitudo 2.9 in Emilia Romagna

Trieste, un uomo viene punto da uno sciame di calabroni: morto a 45 anniCalabria: piromane appicca un incendio, ma un drone lo riprende. La denuncia del presidente OcchiutoIl racconto di Gianluca, sopravvissuto al crollo del Ponte Morandi

post image

Gratta e Vinci da 300mila euro a Fabriano: il fortunato pensa di averne vinti 300L’Accordo di Nouméa del 1998 è uno dei più innovativi patti di decolonizzazione mai firmati. Ma non è bastato. Dopo decenni di pace sono riscoppiati violenti scontri tra le fazioni. Anche a causa di un’economia in crisiLa situazione in Nuova Caledonia,investimenti paese d’Oltremare francese del Pacifico, è ancora ben lontana dalla normalità, a tre settimane dallo scoppio di una rivolta che ha, letteralmente, infiammato il capoluogo. Nouméa è stata devastata da incendi che hanno distrutto prima i simboli commerciali della Francia (concessionarie di automobili, supermercati, aziende), poi anche scuole, biblioteche, case private.Si contano sette morti, cinque dei quali kanak – il popolo originario di questa terra – e gli altri due gendarmi francesi. I voli commerciali sono ricominciati solo il 5 giugno, tra mille difficoltà, anche perché molte strade sono tuttora sbarrate dai militanti della Ccat, il Centro di Coordinamento delle Azioni sul Territorio, un movimento militante indipendentista voluto principalmente dal partito dell’Union Calédonienne (Uc).È una crisi acuta, dopo oltre 30 anni di pace, che mette in discussione il tentativo di costruire una società basata sulla convivenza, tra il popolo kanak e le altre componenti etniche dell’arcipelago. È una rivolta che avrà effetti importanti sulle prossime elezioni europee in Francia e sulle politiche del cosiddetto asse Indo-Pacifico.La storia delle ostilità Per provare a capire cosa succede occorre riavvolgere il nastro della storia. Nel 1988, dopo quattro anni di violenti scontri tra i kanak, il popolo indigeno colonizzato dai francesi a partire dal 1853 e i bianchi di Caledonia (chiamati caldoche o pionieri), i leader dei rispettivi campi si stringono la mano e avviano un processo di riconciliazione. Jean-Marie Tjibaou, leader del Fronte di Liberazione Kanak e Socialista e Jacques Lafleur, anti-indipendentista, provano a uscire dal caos con un accordo di reciproco riconoscimento. Tjibaou sarà ucciso l’anno dopo, il 5 maggio 1989, ma il processo di pace andrà avanti tra alti e bassi.Nel 1998, indipendentisti, non-indipendentisti e lo stato francese firmano uno dei più innovativi patti di decolonizzazione, l’Accordo di Nouméa, che di fatto crea un paese a sovranità condivisa. Molte competenze dello stato (dall’istruzione alla fiscalità, dalle miniere di nichel al patrimonio, dai lavori pubblici all’ambiente) passano al Congresso della Nuova Caledonia.Vent’anni dopo l’Accordo sono previsti referendum per la piena indipendenza, con il possibile trasferimento alla Nuova Caledonia delle ultime competenze di uno stato indipendente (moneta, giustizia, difesa, relazioni internazionali).L’Accordo di Nouméa era basato sul riconoscimento di tre principi: il “fatto coloniale”, cioè l’annessione indebita di un paese già abitato nel 1853; l’esistenza di un popolo kanak definito pleuple prémier; infine il riconoscimento da parte dei kanak del diritto delle altre popolazioni di vivere in Nuova Caledonia per costruire insieme un “destino comune”.Come nel Sudafrica di Mandela le parti in conflitto si riconoscono reciprocamente. L’Accordo segna la decisione di far tacere le armi e costruire una società che intreccia insieme: i kanak, innanzitutto; gli europei (tra cui molti italiani) arrivati all’inizio come detenuti, a fine Ottocento, una manodopera forzata che ha costruito le strutture della colonia e si è radicata nel territorio; oceaniani come gli abitanti originari di Wallis e Futuna, a lungo considerati come “nemici” dei kanak, pericolosi lealisti francesi; gli asiatici, i caraibici e altre “comunità di sofferenza”, altre “vittime della storia”. Il paese ha ora due bandiere, quella kanak e quella francese (oltre a quella europea). MondoLe rivolte in Nuova Caledonia, Macron sta prendendo tempoLuca SebastianiI referendum Negli ultimi anni qualcosa si inceppa. Il primo referendum per l’indipendenza avviene nel novembre del 2018 e vede la vittoria del “No” con il 56 per cento; il secondo si tiene nel 2020 e la vittoria del “No” è più risicata, 53 per cento. Il terzo referendum è un caos: gli indipendentisti chiedono il rinvio a causa del Covid-19, ma Parigi non accetta. Si va alle urne nel dicembre del 2021 con il boicottaggio da parte dei kanak: con un’affluenza bassissima il “No” passa al 96 per cento. È il primo di una serie di errori del governo francese che, da garante di un Accordo e di un cammino di indipendenza, viene ora visto di nuovo come un attore del campo anti-indipendentista.La Nuova Caledonia è un paese multiculturale, i matrimoni misti sono frequenti, il meticciato è diffuso, ma la polarizzazione etnica è sempre sullo sfondo. Le etnie non sono realtà biologiche, ma costruzioni identitarie e simboliche, che si attivano in certe condizioni economiche e politiche. Dal 1998 a oggi molto denaro è fluito dalla Francia continentale al paese, ma le politiche di uguaglianza e re-equilibrio previste dall’Accordo di Nouméa non hanno funzionato.In Nuova Caledonia ci sono proporzionalmente più vetture Porsche che nel resto della Francia, ma una fetta importante di popolazione vive di orticoltura di sussistenza. Meno del 10 per cento dei kanak ottiene un diploma di scuola superiore e la disoccupazione giovanile è molto alta.La scuola, con poche eccezioni, non si è “oceanizzata”: continua a trasmettere competenze sull’Europa continentale e ben poco sull’Oceania e i suoi popoli. Il riconoscimento dei kanak e della loro cultura millenaria non è avvenuto nei fatti e neppure la storia delle altre comunità di sofferenza che abitano il Territorio è stata molto presa in conto.La crisi Negli ultimi anni la crisi economica ha cominciato a mordere anche qui, con cause globali e specificità locali. L’unica risorsa del paese, il nichel, è crollata. Come è possibile in tempi di batterie elettriche e di telefonini? Per una delle tante ambivalenze o schizofrenie dell’Europa. Le aziende europee preferiscono il nichel dell’Indonesia e di altri paesi che lo vendono meno caro (con quali attenzioni ai lavoratori e all’ambiente?).In questo quadro di diseguaglianze, di mancati riconoscimenti culturali, di carenza di leader politici all’altezza della situazione, l’accensione di una miccia ha incendiato l’edificio. Insensibile alle richieste indipendentiste di avere più tempo per trovare un nuovo accordo con le forze lealiste pro-francesi, il governo di Parigi ha avviato una riforma costituzionale che “dis-gela” il corpo elettorale.La riforma prevede che a votare nelle prossime elezioni provinciali da cui scaturirà il nuovo Congresso della Nuova Caledonia (previste entro dicembre 2024) saranno circa 40mila elettori in più, in gran parte francesi metropolitani e polinesiani, residenti da almeno 10 anni. Per i kanak è una sconfitta e la sconfessione dell’Accordo di Nouméa. Passato prima al Senato e poi all’Assemblea, il provvedimento dovrà essere adottato a Versailles da una seduta congiunta, per ora non convocata. AmbientePer il nichel si combatte la guerra fra vecchio e nuovo mondoFerdinando CotugnoLa protesta e gli sviluppiLa miccia ha creato l’esplosione. Nella settimana dal 13 al 20 maggio i militanti della Ccat hanno prima bloccato le strade. La protesta è poi degenerata in incendi e saccheggi, la cui responsabilità è negata dagli indipendentisti della Ccat e dell’Uc. Gli abitanti di alcuni quartieri, bianchi inclusi, hanno a loro volta realizzato sbarramenti stradali per proteggersi.È tornata forte a Nouméa la retorica e l’odio del “noi” contro “loro”. Tornano le bandiere uniche, presagi di sciagure a venire. Il tentativo di Macron di stabilizzare la Nuova Caledonia e renderla una solida base francese dell’asse indo-pacifico, contro ingerenze cinesi e russe, sembra al momento in discussione.Lo spazio per il dialogo non è chiuso: solo le politiche della convivenza (si intravvede l’emergere di forme di solidarietà nei quartieri multietnici) e la volontà dello stato di accompagnare il paese verso una reale sovranità tuttavia potranno condurre fuori dalla crisi.© Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloAbbonatiSei già abbonato?AccediAdriano Favole e Cristina Bessone

Vacanza da incubo per ragazze italiane in Spagna: "Molestate, ma la polizia ha picchiato noi"Spara colpi di pistola in piena notte a Procida: viene denunciato dai carabinieri

Spari in un lido di Foggia, ucciso un parcheggiatore abusivo

Nirmal Purja risponde alle polemiche sull'outift sul Monte Rosa: "So quello che faccio"Venezia, due giovani fanno surf nel Canal Grande. Il sindaco: "Verranno denunciati"

Bergamo, si tuffa nel lago di Endine e non riemerge: morto 21enneBollettino covid del 17 agosto 2022: 36.265 nuovi contagi e 128 morti 

Omicidio Civitanova Marche, Ferlazzo parla dal carcere: “Mi dispiace”

Zio offre sesso a pagamento al nipote minorenne, arrestatoPonte Morandi, il comitato delle vittime del crollo: "Quanto dovremo aspettare per il memoriale?"

Ryan Reynold
Gabbiano nel motore dopo il decollo, a Genova aereo costretto ad atterrareVaccini Covid scongelati da troppo tempo: 33 bambini richiamati per controlliPrevisioni traffico sulle Autostrade: il prossimo weekend è da bollino nero

Guglielmo

  1. avatarMatteo Bassetti valuta le opzioni: "Io ministro della Salute? Sono disponibile"Professore del Dipartimento di Gestione del Rischio di BlackRock

    Farmaco stordente per violentarla, primario arrestato a ComoCourmayeur senz'acqua: ristoranti chiusi e turisti in fugaPiero Angela preso di mira dai No Green Pass: gli insulti sui social networkMal di schiena anomalo, crede essere stanchezza: muore tre mesi dopo

    1. Marino Occhipinti, ex componente della Uno Bianca torna in carcere: ha picchiato la compagna

      1. avatarSe Marco Cappato deve, ancora una volta, sostituirsi alla politicatrading a breve termine

        Soverato, fulmine si abbatte sulla spiaggia: 4 feriti

  2. avatarKhaby Lame diventa cittadino italiano, l'ufficialità è arrivata dopo la notifica dell'8 giugnoVOL

    Incidente mortale a Terracina, non ce l'ha fatta il bimbo di 11 anniIl dolore immenso della mamma di Daniele Ortolan: “Nuota fra gli angeli in paradiso”Morto mentre rincasava dal lavoro, funerali strazianti per “Moghi”Katiuscia Sordi travolta e uccisa da un giovane ubriaco mentre andava in bicicletta

  3. avatarNotizie di Cronaca in tempo reale - Pag. 810analisi tecnica

    Bufera per la battuta su Giorgia Meloni, la giornalista Elisa Anzaldo si scusaIncendio a Lipari: le fiamme minacciano le caseCovid, in Sicilia cala il numero dei contagi. Aumenta però il tasso di positivitàCovid, in Sicilia cala il numero dei contagi. Aumenta però il tasso di positività

    VOL

Si addormenta sul materassino, al risveglio rischia di annegare

Previsioni meteo del weekend, quali sono le città da bollino rossoMantova, capotreno aggredita e molestata: macchinista la difende ma viene picchiato*