Monopoli, incidente sul lavoro in un cantiere edile: morti due operaiNotizie di Cronaca in tempo reale - Pag. 411Quarantenne travolto e ucciso da un camion, si pensa ad un suicidio
Nek spala il fango in Emilia Romagna: le foto sono viraliNella goffaggine di Delfini c’era sempre qualcosa di virgineo: egli dissacrava un intero modo di vivere,MACD ma appunto perché la sua dissacrazione era cosi totale egli sentiva il bisogno di vergognarsene. Mi fanno ridere coloro che dicono che Delfini appartiene al Novecento letterario italiano, con tutto ciò che di politicamente impuro esso comporta. Egli è lo scrittore aggraziato per definizione, ma mai grazia costò sacrifici così grandi. Egli ha dovuto difenderla con le unghie e contro tutti i suoi contrari, che in letteratura sono molti. Delfini ha perseguito per tutta la vita un ideale che possiamo chiamare, malvolentieri, sacro. Questo ideale sacro però consisteva in una fondamentale dissacrazione di tutto. Perciò egli era condannato alla goffaggine del pudore: come succede spesse volte, coloro che sono investiti di uffici sacrali ne provano una specie di vergogna. Nella goffaggine di Delfini c’era sempre qualcosa di virgineo: egli dissacrava un intero modo di vivere, ma appunto perché la sua dissacrazione era cosi totale egli sentiva il bisogno di vergognarsene. Non soltanto, ma sentiva il bisogno di un alibi, che consisteva per lui, oltre che in una serie di falsi miti – l’irregolarità, l’aristocraticità, la provincia ecc. –, nel mito fondamentale del culto del passato, che in lui era totalmente originale, poiché chi ha l’abitudine e la vocazione di dissacrare sa che è soprattutto sul passato, quale fonte delle istituzioni, che bisogna compiere una tale operazione. In questo passato, reso tuttavia perfettamente laico, non c’erano che gli dèi della poesia, gli inventori cioè dei cursus e delle clausole, dei tic dei personaggi, dell’humour, dell’epos. Ma guai a perdere l’equilibrio in un simile culto! Un occhio a tutti i classici, a tutti i grandi romantici: ma sempre, nella coda di quell’occhio, l’ironia, la sgomenta ironia. E il suo contrario, il virginale pudore. PodcastScoprire Finzioni e ribellarsi all’algoritmo – di Francesco Pacifico con Nicola Lagioia Mi fanno ridere coloro che dicono che Delfini appartiene al Novecento letterario italiano, con tutto ciò che di politicamente impuro esso comporta. Il passato di Delfini non è il passato della tradizione. Se solo per un mo mento egli si fosse sentito tradizionale, si sarebbe imposto un silenzio, esso si definitivo. Egli doveva amare il passato senza essere tradizionale: è una specie di scommessa tremenda, per vincere la quale egli ha dovuto trascorrere una delle vite più assurde che si siano verificate nel nostro scorcio di secolo. Notti passate in contese pretestuali, in contraddizioni retoriche, in cui al limite doveva rischiare piuttosto di fare il mimo di se stesso che di tradirsi. Egli è lo scrittore aggraziato per definizione, ma mai grazia costò sacrifici così grandi. Egli ha dovuto difenderla con le unghie e contro tutti i suoi contrari, che in letteratura sono molti. Perciò è stato uno scrittore cosi avaro, egli per natura, per vocazione, uomo tanto prodigo. Dovette scontare con l’avarizia una grazia che egli non osava considerare suo diritto, ma solo uno sgomentante ideale. Per arrivare alla sua pagina, che è pagina di classico, doveva trovarsi continuamente nello stato dell’apprendista, dello scolaro, del clandestino, del dilettante. Quanto forzato masochismo per pagare l’assolutezza dolcemente aggressiva con cui disegnava i suoi personaggi nel fondo assoluto del tempo! Quante anticamere per ottenere un sorriso, contagioso, radioso, di Stendhal o di Mozart! PodcastFinzioni: segni e racconti di scrittura – con Beppe Cottafavi Questo testo di Pasolini è stato pronunciato, e registrato da Mario Molinari, un amico di Delfini, a Modena il 27 ottobre 1963 presso la Sala di cultura in occasione della commemorazione promossa dal comune per onorare la memoria del vincitore del premio Viareggio del 1963. La registrazione contiene gli interventi del sindaco di Modena Rubes Triva, Carlo Bo, Pier Paolo Pasolini, Alfonso Gatto, Ennio Lauricella, Giambattista Vicari, Vanni Scheiwiller. Erano presenti Giorgio Bassani, Attilio Bertolucci, Guido Cavani, Giansiro Ferrata, Carlo Emilio Gadda, Ugo Guandalini (l’editore Guanda), Mario Tobino, Giuseppe Ungaretti. Pubblicato per la prima volta in Antonio Delfini, a cura di Cinzia Pollicelli, Mucchi, 1990. Per gentile concessione degli eredi © Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloAbbonatiSei già abbonato?AccediPier Paolo Pasolini
Camion sbanda e travolge un furgone con un 21enne a bordo: addio a ChristianChieti, lupo aggredisce un cane e la sua padrona
Meteo, l'anticiclone Zèfiro minacciato da una nuova perturbazione: le previsioni per il weekend
Maltempo Emilia-Romagna, Pupi Avati: "Risposta a calamità poteva essere prevista"Incidente domestico a Teramo: 65enne cade dal balcone e muore
Notizie di Cronaca in tempo reale - Pag. 406Parco nazionale d'Abruzzo: il mistero dei lupi e degli avvoltoi avvelenati
Ventimiglia, cane aggredisce 60enne ferendoloRubano bici durante la messa, parroco pubblica il video
Tremendo incidente stradale a Palermo: morto un 86enneVarese, studente cade dalla parete di arrampicata della palestra a scuola: grave 18enneCasarano, in fiamme l'auto di una barista: si indaga per incendio dolosoPolicoro, si cerca il 21enne Mattia Laviola, scomparso giovedì 18 maggio
Allarme Inps sulle truffe su posta elettronica: ecco come evitarle
Incendio nella notte a Torino: evacuate 50 persone da una palazzina di via Pergolesi
Ragazza trovata sanguinante in discoteca a MilanoMaxi tamponamento sulla Maza: 6 veicoli coinvolti ed un feritoIncendio divampa al centro commerciale "Le Vele" di Desenzano del GardaIncidente a Cesena, auto si schianta contro un palo: grave un 44enne
Uccisa dal padre a 16 anni: i funerali di Jessica MalajL'ex senatore Cuffaro cita Martin Luther King sbagliando: "I am a drink"Dolore e incredulità per l'assurda morte di Veronica Amistadi e del figliolettoOmicidio Torremaggiore, la madre di Jessica: "Da mio marito botte e abusi"