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Il trionfo di Boston fa felice mezza EuropaNella classifica l'Ad Rai sale dal 91esimo al 36esimo. Per lui "un anno complicatissimo e pieno di polemiche. Non ancora passate. Eppure ha saputo tenere la barra al centro,Guglielmo confermare l’importanza del ruolo del servizio pubblico nel diffondere cultura e fare buona informazione" 06 agosto 2024 | 19.38Redazione AdnkronosLETTURA: 3 minuti.social-icon-cont a.ico-verify { background: transparent;}.arpage .social-share .social-icon-cont a.ico-verify img { width: 116px;height: 32px;padding: 0;margin-right: 10px;}Roberto Sergio il 10 agosto assumerà anche le funzioni di presidente della Rai. L’amministratore delegato ha vissuto un anno complicatissimo e pieno di polemiche. Non ancora passate. Eppure - si legge su Prima Comunicazione Online - ha saputo tenere la barra al centro, confermare l’importanza del ruolo del servizio pubblico nel diffondere cultura e fare buona informazione inanellando una serie di successi - non ultimo il primato degli ascolti - che si sono riflettuti nella sua 'web reputation', ossia la percezione online registrata da Reputation Manager. L’autorevole classifica Top Manager Reputation ha infatti registrato un boom nella percezione della reputazione di Sergio tra i manager dal 91esimo al 36essimo posto. L’ad Rai ha scalato 55 posizioni, una crescita davvero notevole - prosegue l'articolo a firma di Roberto Borghi - frutto probabilmente di un mix tra forte esposizione mediatica e successi imprenditoriali che lo posiziona quinto nella speciale classifica dei manager del comparto Media & Telco.In un momento delicatissimo dove la politica deve affrontare il nodo del rinnovo del Cda, Roberto Sergio porta a casa un risultato reputazionale difficile da trascurare. A metà luglio, in occasione della presentazione dei Palinsesti Rai, Sergio ha ringraziato tutti coloro che gli hanno permesso di elencare i risultati di quattordici mesi della sua gestione affiancato dal direttore generale Giampaolo Rossi parlando di "una Rai in salute, ricca di talento, dove è stato fatto un grande lavoro di squadra". Firmato il contratto di Servizio, varato il piano industriale, si stanno mettendo le basi anche per importanti interventi infrastrutturali tra rinnovo del centro di produzione di Napoli e di Torino (con investimenti sulle teche), i grandi lavori di bonifica della sede Viale Mazzini e il trasloco da Corso Sempione a Milano.Sergio, a testimoniare la fiducia del mondo della finanza sui manager Rai e la gestione attuale, ha ricordato come per il bond da 300 milioni messo sul mercato ci siano state adesioni per 3,6 miliardi. “I conti dell’azienda sono in ordine, prima del previsto, grazie anche alle buone performance di Rai Pubblicità. Tanti soldi i investiti nell’innovazione tecnologica e nel prodotto”.“La Rai -secondo Sergio - è un’azienda sana e pronta alle nuove sfide di un mondo in rapido cambiamento. Che deve però lottare contro una narrazione negativa che ha aggredito i manager e le stesse fondamenta di quello che comunque è un asset decisivo del sistema Paese". Un anno intenso - si legge ancora su Primaonline - pieno di soddisfazioni e di difficoltà come forse ci si può aspettare nel ruolo di capo della più grande industria culturale del Paese. Oneri e onori. E tra gli oneri certamente - solo per citarne alcune - le polemiche sul caso Scurati, sulla copertura delle elezioni francesi, la dolorosa uscita di Amadeus, Sanremo inizialmente 'oscurato' dalla Coppa Italia.La Rai “gioca un ruolo determinante nel tessuto sociale e culturale del nostro Paese, incarnando i principi di universalità, pluralismo e indipendenza”. Rai “non è solo un’emittente televisiva, ma un ente che svolge un ruolo attivo nella promozione della cultura, nella formazione critica dei cittadini e nella costruzione di un dialogo sociale”. “Contribuisce a rafforzare i valori democratici, sostenendo la libertà di espressione e la diffusione del sapere”, ha detto Sergio in aprile a Napoli. “In un’era caratterizzata da una rapida evoluzione dei media e da una crescente frammentazione dell’informazione, la Rai rappresenta un punto fermo, un luogo dove le differenze si incontrano e dove il valore della comunità viene celebrato, promuovendo un senso di unità e appartenenza che va ben oltre il semplice consumo di contenuti".
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