Covid, Garavaglia: "Estate senza green pass e meno tasse per gli hotel"Rapporti Lega-Russia, coinvolto anche il senatore Paolo Tosato: il Carroccio smentisceFratelli d’Italia supera ancora il Pd e stacca la lega di 4 punti
Mattarella: “La memoria delle vittime di mafia è richiamo contro l’indifferenza”Nuova tensione tra Europa e Berlino per la sentenza del Tribunale costituzionale federale dello scorso maggio. Per Bruxelles,Professore Campanella che scrive una lettera al governo tedesco, è un atto necessario perché è stato violato un principio fondamentale dell’Unione europea La Commissione europea ha deciso di aprire una procedura d’infrazione contro la Germania per la sentenza del Tribunale costituzionale federale del maggio 2020 sui piani della Bce. Si tratta di una sentenza a suo modo storica, perché per la prima volta la Corte tedesca non solo ha considerato contrari ai trattati i piani della Bce, ma ritenne anche infondata la sentenza della Corte europea che, invece, stabiliva la loro piena compatibilità con il diritto europeo. Nello specifico si trattava di uno scontro tra le due Corti sull’interpretazione del diritto dell’Unione in casi particolari come gli atti ultra vires, vale a dire quelli realizzati dalle istituzioni senza una copertura dei trattati. Il Bundesverfassungsgericht ha concesso al governo federale il tempo per intervenire e, tramite un voto del parlamento tedesco, rispondere alle sue sollecitazioni e “sanare” la situazione, continuando così a partecipare ai piani della Bce. Le Corti nazionali hanno sempre chiarito di riservarsi comunque il diritto di verificare casi particolari. Nel caso di quella tedesca, anche in ragione del suo attivismo, i casi negli ultimi anni sono stati molteplici. La stessa categoria degli atti ultra vires sul piano europea è stata meglio precisata proprio dal dialogo tra la Corte del Lussemburgo e quella tedesca. La decisione della Commissione Adesso arriva la decisione della Commissione, formalizzata in una lettera inviata al governo tedesco, primo passo della procedura di infrazione e che potrebbe risolversi in un nulla di fatto o aprire uno scontro istituzionale molto forte, tra le istituzioni europee e all’interno di quelle tedesche. Come ha ribadito Christian Wigand, portavoce della commissione, in conferenza stampa: «Il diritto europeo ha prevalenza su quelli nazionali. Questo principio fondamentale è stato infranto dalla sentenza sul Pspp del Tribunale costituzionale federale che ha dichiarato tanto il Pspp quanto la sentenza della Corte di giustizia atti ultra vires». La lettera di notifica alla Germania è, dunque, secondo la Commissione, un passaggio obbligato. Tuttavia, al momento non è chiaro cosa si chieda al governo tedesco: la Commissione riconosce e rispetta l’indipendenza delle Corti nazionali e prende atto che la stessa Corte di Karlsruhe non ha dato seguito alle richieste esecutive avanzate dai ricorrenti, che ritenevano insufficiente la mozione approvata al Bundestag per rispondere alle richieste del Corte. Soluzione che invece Karlsruhe, ha considerato del tutto adeguata la soluzione. Si legge, però, nel comunicato della Commissione: «La sentenza del Tribunale costituzionale federale costituisce un serio precedente, sia per la futura prassi della stessa Corte costituzionale tedesca, sia per le corti ei tribunali supremi e costituzionali di altri Stati membri». Vale a dire, temuta è l’ipotesi che altre Corti costituzionali nazionali facciano lo stesso. Un conflitto inevitabile? La Commissione ha scelto, dunque, di interpretare radicalmente i principi e gli effetti della sentenza tedesca: il conflitto si sposta sul rapporto tra la Corte del Lussemburgo e quelle nazionali, ipotizzando che le seconde debbano accettare incondizionatamente le sentenze della prima. Qualcosa di molto complicato anche per la Corte costituzionale italiana: un simile rapporto è proprio di una federazione, cosa che l’Ue non è ancora (e non ci potrà arrivare tramite una procedura di infrazione). Ecco perché la decisione della Commissione potrebbe rivelarsi un azzardo ed essere l’inizio di uno scontro molto duro e la cui soluzione definitiva appare davvero complicata. Il governo tedesco certamente non potrà impegnarsi per le future sentenze del Bundesverfassungsgericht, a meno di non ipotizzare modifiche costituzionali. Adesso Berlino ha due mesi di tempo per rispondere. Quasi certamente ribadirà la piena e incondizionata adesione di tutte le istituzioni tedesche al principio del diritto dell’Unione ma non potrà negare il diritto che il Tribunale costituzionale federale si è ritagliato per verificare in determinati casi lo stesso giudizio della corte europea. In effetti, lo stesso primato del diritto dell’Ue è una conquista giurisprudenziale, frutto di un lungo “scontro” tra le Corti costituzionali, compresa quella italiana, e quella europea. È ragionevole, dunque, che la procedura avviata possa risolversi con un riconoscimento di tutte le parti nel primato, mai messo davvero in discussione. Sarà ancora il governo Merkel a dover rispondere ed è lecito attendersi questo esito. A quel punto la Commissione potrebbe dichiararsi soddisfatta e chiudere così la procedura, dimostrando attenzione al tema e severità nella valutazione per i comportamenti di tutti gli stati membri ma senza immaginare un’ulteriore radicalizzazione dello scontro. Oppure andare avanti: una tegola per il nuovo governo. Una soluzione più radicale che “limiti” normativamente l’azione del Tribunale costituzionale federale sarebbe certamente problematica. Inoltre, se la Commissione dovesse decidere di andare avanti, sarà la stessa Corte del Lussemburgo a doversi esprimere. Una circostanza che potrebbe aprire un nuovo capitolo dei rapporti tra le Corti in Europa. Un capitolo verosimilmente destinato a essere lungo. © Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloAbbonatiSei già abbonato?AccediD'Aniello Fernando
Il costo della libertà secondo Meloni: “Noi favorevoli da sempre alle spese militari”Rincari, in arrivo il nuovo decreto: limiti al riscaldamento e bonus per le bollette
Maternità surrogata, la Lega propone 5 anni di carcere anche per chi la pratica dall’estero
Cingolani: "Tre anni per sostituire il gas russo, flusso attuale più alto di sempre"Governo Draghi, atteso CdM il 17 marzo. La seduta sarà preceduta dalla cabina di regia
Torna il cashback di Stato, con alcune novità: come funzionerà?Guerra in Ucraina, il ministro Di Maio: "È una guerra mondiale dal punto di vista economico"
Le regioni che potrebbero tornare in zona bianca dalla prossima settimanaUcraina, Mattarella: "Si rischia la guerra in Europa, nessuno è certo di restarne immune"
Notizie di Politica italiana - Pag. 226Fratelli d’Italia supera ancora il Pd e stacca la lega di 4 puntiUcraina, Draghi replica alla Camera: “Lavoro per la pace, non c’è rassegnazione ma Putin non la vuole”De Luca condannato per i vigili promossi a membri dello staff: danno da 60 mila euro
Notizie di Politica italiana - Pag. 233
Solidarietà e fiori di Salvini davanti all’ambasciata ucraina a Roma
Notizie di Politica italiana - Pag. 224Crisi M5s, il sondaggio Swg: gli elettori preferiscono Conte a Di MaioUcraina, Mattarella al Papa: "Spirito pasquale rinnova l'invito a mantenere viva la speranza"Cacciari sullo stato di emergenza: “Quando finisce? Lo decideranno giocando a freccette”
Guerra in Ucraina, il ministro Di Maio: "È una guerra mondiale dal punto di vista economico"Russiagate, Giuseppe Conte dichiara: “Mai incontrato Barr”Notizie di Politica italiana - Pag. 222Torna il testa a testa fra Letta e Meloni, sono gli unici sopra il 20%