Strage di Erba, anniversario: la storia della tragedia e le presunte anomalieDonna di 83 anni vieta i rapporti sessuali al compagno 37enne per non finire in ospedaleQuarto Grado, la morte di Alice Neri: indagato un tunisino
Roma, grave incidente stradale: morto un ragazzo di 22 anniAurélien Ulrich Metendé - Dal profilo facebook di Metendé COMMENTA E CONDIVIDI «Oggi i filosofi africani non hanno posti nelle università europee. Secondo me pensatori e pensiero africano in Europa sono considerati come qualcosa di esotico,investimenti sono marginalizzati. Mentre molti trovano una posizione in America». Come è accaduto a lui, Aurélien Ulrich Metendé, 32 anni, dottorato all’Università di Yaoundè, che dopo il progetto Erasmus Mundus che lo ha portato alle Università di Tolosa e Lovanio, è approdato all’University of Indiana, a Bloomington. Da appena due mesi è uscito, presso la storica casa editrice Hermann di Parigi, il suo saggio Du désir de vie. Essai sur une écologie de libération en postcolonie (Sul desiderio di vita. Saggio su un’ecologia di liberazione nei paesi postcoloniali). C’è stato in passato, addirittura nella prima metà del Settecento dei Lumi, un filosofo originario dell’Africa che ha insegnato filosofia a Halle e Jena, Anton Wilhelm Amo, nato in Africa occidentale e portato in Europa come schiavo e donato al Duca di Brunswick. Siamo nell’epoca precedente quella di Hegel e Kant, le cui controverse posizioni su colonialismo e razza, riaffiorano ogni tanto in modo polemico ancora oggi. Ma solo in alcuni contesti. Ieri al congresso mondiale di filosofia in corso a Roma (nel quale oggi saranno protagonisti giovani studenti di tutto il mondo) Metendé à stato tra gli animatori di un lungo pomeriggio in cui al centro c’è stata la filosofia del continente nero. Il suo panel aveva il titolo “Pensare un Universale africano. Decolonizzazione, traduzione ed endogenizzazione”. In generale quale contributo può dare l’Africa oggi alla filosofia a partire dalle sue radici? «La filosofia africana ha molto da dire a partire dalla sua eredità. Per me essenziale è il problema della decolonizzazione linguistica. Perché in Africa abbiamo praticato la filosofia a partire delle lingue coloniali - francese, inglese, tedesco - non abbiamo usato le lingue africane. Dobbiamo ripensare le categorie filosofiche, sviluppando le nostre lingue. Con una parola africana possiamo esprimere diverse realtà e molti aspetti della vita». Per esempio? «Nella mia lingua del Camerun, l’Ewondo, la parola per “lavorare” significa due cose. Lavorare, appunto, ma anche prendersi cura. La si usa sia per dire “vado in ufficio”, sia per dire “vado dal dottore”, cioè a farmi vedere, curare». Un concetto applicabile anche all’ecologia? «Sì. Per questo il concetto di terra per noi non è lo stesso del capitalismo e della filosofia continentale». Tra le eredità c’è anche quella delle culture animistiche. è un problema nella concettulizzazione filosofica di termini come anima, appunto? « La difficoltà c’è per che la mostra mentalità il nostro immaginario risentono ancora molto della colonizzazione. Per questo oggi molto africani soprattutto giovani, rifiutano l’animismo e le religioni tradizionali africane. Ma i essa ci cono molti concetti e categorie che ci permettono di socializzare. E di avere una visione antropologica e cosmologica. Che non riusciamo a esprimere nelle lingue coloniali. Eppure è a partire da questa realtà, da queste pratiche - che riguardano la maggioranza delle persone, come nel Sud del Camerun - è molto importante oggi per diventare liberi e svilupparsi anche dal punto di vista politico ed economico». Come può la filosofia contribuire a questo sviluppo? « Decolonizzando la mentre per aiutare le persone, e i politici a costruire uno sviluppo che parta dalla nostra realtà. Perché le attuali categorie, i concetti, le teorie, non sono adattate nel nostro contesto». La cultura africana con il suo portato in un cero senso magico che rapporto ha co le nuove tecnologie come l’IA? « Ho scritto un articolo scientifico sull’argomento. Per me è molto importante che l’Africa si impegni in questa questione, Altrimenti sarebbe l’ennesima volta i saremmo colonizzati » .L’Africa è un continente giovane. Alla fine del secolo, ha detto ieri al congresso l’economista Jeffrey Sachs, il 40% della popolazione mondiale. Come la filosofia può accompagnare verso questo futuro? «Questa è la ragione per cui dobbiamo pensare africano con gli africano. Dobbiamo decolonizzare il nostro immaginario la nostra mente, il nostro linguaggio. Questo è il ruolo del filosofo nella società africana. Aiutare i politici a sviluppare questo aspetto. A partire dall’educazione. Il nostro sistema educativo non è africano. Io all’università ho studiato al 95% i filosofi europei e al 5% quelli africani. Lo stesso vale per la storia e questo non va bene. Dovrebbe essere il contrario. Negli anni Sessanta c’è stata una decolonizzazione politica e sociale. Ora dobbiamo spingere su questi aspetto».
Nuova eruzione a Stromboli: trabocco lavico dal cratere nordCovid, Ema: dovremo vaccinarci ogni anno come con l'influenza
Ritardo record per il volo Wizzair Bari-Torino: oltre 6 ore
Incidente mortale in A1, il bilancio è di una vittima e due feritiRoma, grave incidente stradale: morto un ragazzo di 22 anni
Morto con suicidio assistito in Svizzera Massimiliano, era malato di sclerosi multipla15enne fa coming out con i genitori: loro lo picchiano e lo umiliano
Ritardo record per il volo Wizzair Bari-Torino: oltre 6 oreIncidente frontale lungo la Rivoltana: un uomo in coma
Studente di 12 anni precipita dalle scale: grave dopo un volo di 4 metriAnziana morta "sola ed abbandonata" in Rsa, la denunciaScompare un 45enne, lo cercano anche con cani e droniSciopero dei benzinai: annunciato stop di 72 ore
Perde il controllo dello scooter e finisce fuori strada: morto giovane specializzando in chirurgia
Morto per emorragia cerebrale 40enne dimesso dall'ospedale tre volte: indagati sei medici
Sorpresi a rubare merce in un supermercato: due denunciatiBrandisce una pistola e minaccia gli studenti dal tetto di fronte la scuolaUomo trovato morto in casa: era nudo e avvolto dalle lucine di NataleMondiali Qatar, il Marocco va ai quarti e la festa si sposta in strada
Gaia Randazzo scomparsa sul traghetto, un passeggero: "Forse vittima di malintenzionati"Morto Antonio D'Amico: era stato compagno di Gianni VersaceSparatoria Fidene, Campiti aveva scritto tutti i dettagli su un foglioSbarco Humanity: a bordo vi erano persone con segni di tortura