File not found
Professore del Dipartimento di Gestione del Rischio di BlackRock

Prof condannato per pedopornografia: aveva inviato a studentessa 7 mila sms

Scomparso dopo serata in discoteca: trovato in un canale il corpo dell'uomoCovid: morto un 30enne in provincia di FrosinoneDopo un tumore al cervello corre per duemila chilometri in Italia

post image

Ischia, morto d'infarto il padre di una delle vittime dell'alluvioneAdobe Stock COMMENTA E CONDIVIDI «Neurodivergente non vuol dire niente». O,Professore Campanella più precisamente, ha un significato politico, non medico. Rientra semmai in un dibattito sul tema linguistico, vivo nella comunità scientifica tanto quanto nelle comunità neurodivergenti, ovvero chiunque diverga dalla norma. Questo è solo uno dei tanti modi in cui Eleonora Marocchini, psicolinguista e dottoressa di Ricerca in Psicologia e Scienze Cognitive, ricercatrice indipendente e comunicatrice della scienza sui social sotto il nome di @narraction, ha costruito la sua formazione a cavallo tra le scienze umane e le neuroscienze cognitive, per approdare alle scienze sociali, fino a scrivere Neurodivergente. Capire e coltivare la diversità dei cervelli umani (Edizioni Tlon, pagine 150, euro 15), un testo utile per districarsi attorno a questi temi con chiarezza. Marocchini si occupa di neurodiversità, empatia e comunicazione, con uno sguardo aperto ad accessibilità, diversità e inclusione, cercando di conciliare il rigore della ricerca scientifica con istanze e riflessioni di altre comunità. Le sue riflessioni partono da un principio semplice ed efficace: ogni essere umano ha un cervello, ma non tutti i cervelli sono uguali. Eppure, poche persone hanno un’idea realistica dell’infinita variabilità della neuropsicologia umana e di quanto questa variabilità, se non considerata adeguatamente, possa favorire incomprensioni, sofferenze, marginalizzazioni.Le scienze biomediche, cognitive e psicologiche, le scienze umane e sociali, hanno elaborato approcci diversi per descrivere e trattare la diversità. Come nasce il suo libro?«Fuori dalle cliniche e dalle accademie, con movimenti sociali nati da diverse comunità che hanno talvolta impiegato, talvolta reinterpretato e talvolta rifiutato radicalmente diversi approcci. Nel libro cerco di esplorare le diverse prospettive esistenti, provando a mettere un po’ di ordine nella complessità con un testo accessibile a chi magari non riesce a seguire il dibattito accademico. Ho notato nel tempo che quando una persona riceve una diagnosi si trova spesso in una giungla di termini diversi, magari utilizzati come sinonimi o viceversa. L’obiettivo è stato perciò quello di creare una sorta di bussola che partisse dal mio approccio scientifico, tenendo conto dell’aspetto bio-psico-sociale, linguistico e della mia esperienza personale: mi sono infatti scoperta neurodivergente a mia volta, anche se cerco di utilizzare me stessa e la mia esperienza solo quando ritengo che il mio punto di vista possa essere particolarmente utile nel contesto generale».Riguardo al parallelo e ampio tema dell’autismo, che differenza c’è tra diagnosi in età adulta e nei bambini?«C’è una spaccatura netta nella comunità dell’autismo in relazione a questo tema, perché chi riceve diagnosi in età adulta generalmente è più capace di mascherare alcuni tratti, anche se a costo a volte anche della propria salute mentale, e le famiglie in cui ci sono persone con maggiore bisogno di supporto faticano a vedere in queste persone la stessa condizione che si presenta, nelle loro persone care, in modo diverso. I paradigmi di cui parlo nel libro in realtà sono applicabili a tutto lo spettro, e non solo. Nel caso specifico dell’età adulta senza compromissione intellettiva è più facile rispondere all’autodeterminazione della persona, che si autorappresenta, ma è un tema che si può tenere a mente in ogni caso. A seconda di come ogni persona vive la diagnosi, si può scegliere tra più visioni, risposte, supporti possibili. Ci sono persone a cui un supporto tra pari, per un confronto, può già migliorare molto la qualità di vita, e persone che invece hanno bisogno di maggiore supporto. Credo in questo senso che ci sia un vuoto con i soli training sociali o i gruppi di conversazione, mentre sarebbero utili riconoscimenti sul lavoro, sul fatto che molte cose si possono fare in modi diversi. Dal punto di vista clinico, al di là della psicoterapia, credo molto nella psico-educazione, parte che spesso a mio avviso si salta».Nel libro lei parla di depatologizzazione della diversità e cita la comunità queer, un parallelo visto recentemente anche in altri libri, come per esempio La città autistica di Alberto Vanolo (Einaudi).«La prima ragione è di parallelismo tra movimenti sociali, il secondo motivo di intersezione tra le comunità, con numeri sottostimati che a mio avviso cresceranno nelle prossime generazioni. La terza motivazione si trova nel paradigma stesso della neurodiversità. La categoria sociale può scardinare alcune delle nostre convinzioni su ciò che è “normale”. In questo senso la comunità queer fornisce ottime idee pedagogiche e di piccole rivoluzioni personali, per crearsi spazi vivibili dove essere sé stessi. È come se si creassero micromondi in cui il sovvertimento diventa la nuova norma».Nel suo libro un capitolo è dedicato ai social network. In questo momento, per quanto riguarda il tema del digitale, si parla molto anche di intelligenza artificiale. Durante un festival sull’autismo recentemente è stata lanciata la notizia che un’Università sta provando – con un gruppo di ricercatori – a sviluppare un’IA neurodivergente. Cosa ne pensa?«Un’intelligenza artificiale allenata male come la stiamo allenando ora, rispecchia una media. Questo credo potrebbe essere d’aiuto a persone neurodivergenti, per provare a comprendere quella media, per quanto sia approssimativa, perché anche le persone neurotipiche non sono mai persone medie, ma varie al loro interno. L’IA neurodivergente mi sembra una scappatoia per non cambiare nulla a livello sociale; credo invece siano le intelligenze umane che debbano aggiornarsi all’evidenza: i cervelli umani sono tutti diversi. La spinta a una produttività sempre maggiore spesso porta a un irrigidimento dei processi che cerchiamo di sistemare con un intervento artificiale, quando invece potremmo rendere tutti i processi più umani e non avere bisogno di quell’intervento».Un ultimo tema che emerge dal suo libro è l’importanza del linguaggio, ma il linguaggio da solo non basta…«Credo ci sia un concentrarsi ossessivo su questo aspetto, spesso a livello aziendale, per avere un’immagine magari più rispettosa della diversità, senza però cambiare nulla o poco a livello di processi. Il linguaggio non è solo terminologico, esistono diversi tipi di comunicazione, la verbale e la non verbale, per esempio, di cui si parla troppo poco. Per me non ha molto senso fornire decaloghi su come esprimersi, perché lo stesso termine passa da essere il preferito al peggiore nel giro di pochi anni. Paradossalmente credo che nel linguaggio più si espliciti cosa si intende dire, più le risposte si possano legare ai contenuti e non alla forma».

“Tour” di un prete scomunicato con un frate ma i vescovi avvertono i fedeliMigranti, altri due salvataggi Humanity 1: oltre 250 a bordo

Previsioni del tempo weekend: sole fino al 21/12

Incendio in una dimora storica del '600: ingenti i danniSciopero dei benzinai: annunciato stop di 72 ore

Morto per emorragia cerebrale 40enne dimesso dall'ospedale tre volte: indagati sei mediciChiama il 118 per un malore ma poi picchia l'infermiere

Mangiano al ristorante e scappano senza pagare, il titolare pubblica il video: "Aiutatemi a trovarli

Le rubano il portafoglio al supermercato: quando se ne accorge si sente male e finisce in ospedaleAuto in fiamme a Marostica: indagini in corso

Ryan Reynold
Lascia la figlia di 3 anni da sola in casa e va ad aggredire l'ex compagnaSicilia, due gemelle partoriscono nello stesso giornoAttimi di terrore, entra in un negozio di ottica brandendo un martello

VOL

  1. avatarAddio a Desy, scomparsa a 22 anni per un grave maleCampanella

    Lecce dice addio a Cosimino, il ristoratore amato da tutti Il Foro di Napoli piange l'avvocato MarrazzoUomo trovato morto in casa da giorni a Reggio CalabriaDopo un tumore al cervello corre per duemila chilometri in Italia

    1. Frana a Ischia, celebrati i primi funerali delle vittime: proclamato il lutto cittadino sull’isola

      ETF
      1. avatar22enne morta dopo una lunga battaglia contro la malattia: l'ultimo saluto a DesyVOL

        Saman Abbas, eseguita l'autopsia: sul corpo emerge un taglio alla gola

  2. avatarAlessia Piperno: "La mia compagna di cella condannata a morte"Professore del Dipartimento di Gestione del Rischio di BlackRock

    Auto finisce in mare nel porto di La Spezia: morto il conducenteIncendio in una dimora storica del '600: ingenti i danniNotizie di Cronaca in tempo reale - Pag. 638La accoltella e le recide l'arteria femorale, arrestato rumeno

  3. avatarQatargate, Meloni: "Andare fino in fondo senza sconti"investimenti

    Auto con 4 ragazzi si schianta nella notte: 18enne muore carbonizzatoPadre e figlio morti in incidente, la lettera di Filippo letta durante i funeraliAl Sant'Orsola decine di Babbi Natale per i più picciniVa a trovare il figlio ma scompare nel nulla: ricerche in Brianza

Incidente sul lavoro: 20enne schiacciato da un trattore

Cacciatore di 81 anni precipitato in un canalone: l’uomo è morto sul colpoSorpresi a rubare merce in un supermercato: due denunciati*