Venezia 81, un elefante in Laguna nell'immagine del manifesto ufficialeTreni, ad agosto 2024 ritardi e cancellazioni per lavori sulle linee: ecco qualiFotomontaggio con boss mafiosi, attacco a Decaro da europarlamentare Afd
Scoperto il segreto della 'Mummia urlante', è morta gridando dal dolore - Tiscali NotizieNel caso della decisione di Cassazione sull’omicidio di Lorena Quaranta si è parlato di «sentenza sessista». Ma che lo stato emotivo dell’imputato debba essere tenuto in considerazione ai fini della commisurazione della pena (ad esempio,VOL al fine di riconoscere le attenuanti generiche) è un principio ormai scontato all’interno della giurisprudenzaPer giorni, con riferimento alla decisione della Cassazione sulla tragica vicenda dell’omicidio di Lorena Quaranta, abbiamo sentito parlare di «ergastolo annullato», «sentenza sessista», «attenuante del patriarcato» e «alibi per attenuare le colpe degli uomini che uccidono le donne».È stato anche detto che sarebbe «preoccupante» e «fuorviante» il messaggio per cui lo stato emotivo dell’imputato possa essere dirimente nella valutazione della gravità dei fatti e, addirittura, l’attenzione si è spostata sul fatto che i giudici della Cassazione fossero in questo caso tutti uomini.In realtà, che lo stato emotivo dell’imputato debba essere tenuto in considerazione ai fini della commisurazione della pena (ad esempio, al fine di riconoscere le attenuanti generiche) è un principio ormai scontato all’interno della giurisprudenza e naturalmente - così come per ogni altra circostanza - sarà sempre il giudice di merito a valutare (e a motivare), caso per caso, in concreto, se vi siano o meno le condizioni richieste per concedere le attenuanti generiche.Nel recente caso dell’omicidio di Lorena Quaranta, la Cassazione non ha fatto venir meno alcun ergastolo - né, tantomeno, ha introdotto alcuna attenuante del “patriarcato” - ma ha semplicemente annullato con rinvio la sentenza di appello limitatamente al tema delle attenuanti generiche, facendo così diventare irrevocabile il profilo della responsabilità penale dell'imputato.La Corte di cassazione ha, cioè, ritenuto che alcuni passaggi della sentenza di appello - quelli relativi allo stato emotivo dell’imputato - fossero contraddittori, non avendo i giudici di secondo grado «compiutamente verificato se (e in quale misura) possa ascriversi all'imputato di non avere efficacemente tentato di contrastare lo stato di angoscia del quale era preda e se la fonte del disagio (l’emergenza pandemica) e la difficoltà di porvi rimedio costituiscano fattori incidenti sulla misura della responsabilità penale».Il lessico utilizzato dalla Corte non dovrebbe lasciare spazio ad interpretazioni, anche perché i giudici hanno specificato che la condizione psicologica dell’imputato «dovrà essere delibata in sinergia con gli altri aspetti già considerati dai giudici di merito» e che il nuovo giudizio sarà, in ogni caso, «libero nell'esito».Viene, dunque, da chiedersi perché, per l’ennesima volta, si sia gridato allo scandalo per una sentenza che di scandaloso non ha nulla.Il fatto che, a fronte di una decisione ritenuta dalla Cassazione parzialmente fondata su «un percorso argomentativo che si connota per aporie e contraddizioni», si proceda ad un nuovo giudizio - peraltro relativo al solo trattamento sanzionatorio - non è affatto una vergogna ma, semmai, una garanzia che dobbiamo tenerci ben stretta, a maggior ragione se la sentenza “viziata” condannava l’imputato all’ergastolo.Il Tribunale dell’opinione pubblica giudica con standard di gran lunga inferiori rispetto a quelli ordinari: non ha dubbi, non conosce circostanze attenuanti e può legittimamente infischiarsene di quale fosse lo stato emotivo dell’imputato.Fortunatamente, però, viviamo in uno stato di diritto e se vi sono aspetti che influiscono sulla “misura della responsabilità penale” - così si esprime la Cassazione - non si può pretendere che gli stessi non vengano presi in considerazione sol perché siamo in presenza di crimini odiosi o vicende che destano stupore nell’opinione pubblica.Né tantomeno - e non è la prima volta che accade (si pensi alle critiche alla giudice del Tribunale di Roma etichettata come "nemica delle donne") - si può tollerare che il bersaglio delle critiche diventi il collegio “di soli uomini” che ha osato prendere una decisione sgradita.Un’ultima riflessione.Stupisce che le medesime pagine da cui si proclama l’importanza di tutelare l’indipendenza della magistratura - secondo alcuni messa in crisi dalle discussioni in tema di separazione le carriere - non si facciano il minimo scrupolo ad attentare a quella stessa indipendenza attraverso campagne mediatiche che di informativo hanno ben poco.Quand’è che ci renderemo conto che una corretta narrazione di ciò che accade nelle aule di giustizia - soprattutto su vicende che suscitano l’attenzione del comune cittadino - è proprio uno dei modi migliori per tutelare l’indipendenza e la serenità di giudizio della magistratura?*avvocato e direttore della rivista Giurisprudenza Penale© Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloAbbonatiSei già abbonato?AccediGuido Stampanoni Bassi
Parigi 2024, Italia medaglia d'argento nella ginnastica femminileSito robertovannacci.it non si vende più, la storia di questo dominio web
Artriti e microbiota. Quando i dolori articolari partono dall’intestino
Caso Toti, procura Genova: "Ok revoca domiciliari"Rischio di guerra in Libano, cosa succede ai militari italiani
Il Nichel e le sue allergie – Parte II Cosa e come mangia l’allergico al nichel?Operaio cade da 10 metri e muore in cantiere a Grosseto
Maltempo, pioggia e grandine al Nord: scatta l'allerta, ecco doveTrasporti estate 2024, Italia in tilt: mappa disservizi e top 5 regioni 'nere'
Bolzano, esplosione in fabbrica: feriti 6 operaiRagazza morta ad Aosta, un arresto in Francia: chi è il presunto killerParigi 2024, i vescovi 'scomunicano' la cerimonia d'apertura: "Deriso il cristianesimo"Macchi: "Dovevo chiudere la finale". Il ct Cerioni: "L'hai vinta 3 volte..."
Gaza, leader politico Hamas ucciso in Iran: raid nella notte
Casa di Montecarlo, Fini e Tulliani condannati
Presanella, due alpinisti precipitano lungo Parete Nord: un morto e un feritoRagazza morta ad Aosta, un arresto in Francia: chi è il presunto killerPilato, l'attacco di Di Francisca e la difesa di Federica Pellegrini: "Lasciatela in pace"Sciopero Milano, stop a mezzi e metro chiuse per 4 ore
Raid Israele, Hezbollah risponde con lancio razzi: ultime news oggi 9 luglioIncidente A14, camion a fuoco in galleria: un mortoMedio Oriente, Meloni sente presidente Iran: "Evitare escalation e riaprire dialogo"La strage di Altavilla