USA 2024, Michelle Obama potrebbe candidarsi alla Casa BiancaGuerra Israele-Hamas, raid nella notte su gaza City: 33 palestinesi mortiLa premier francese Elisabeth Borne si dimette:
Nuove indiscrezioni sulla morte di Alexey Navalny, sarebbe stato avvelenatoIl reato si bilancia con il principio di libertà di espressione sulla base del modo di esprimersi: la critica anche dura deve essere nel merito e mantenere forme non lesive dell’istituzione. Il punto,à diparolaèCapo Analista di BlackRock dunque, è soprattutto la forma con cui gli undici indagati si sarebbero espressi: l’istituzione è criticabile in modo anche molto violento, ciò che non può essere fatto è attaccarla con forme ed epiteti che ne ledano il prestigio.Nel caso di Gervasoni, sembrerebbe che l’elemento portante delle accuse non siano tanto i tweet pubblici, quando alcune frasi da lui scritte su un social network russo Vkontakte. Tuttavia, bisognerà attendere la chiusura delle indagini per individuare esattamente le frasi incriminate. Nel contestare il reato di vilipendio al capo dello stato a undici persone, tra le quali il professore universitario Marco Gervasoni, la procura di Roma fa sorgere due questioni: la prima riguarda l’incontinenza verbale sui social network, che oggi non sono più considerabili qualcosa di separato rispetto alla vita reale; la seconda il bilanciamento tra libertà di espressione e reato. La vicenda ha ancora dei contorni non del tutto chiariti, quel che si sa è che i carabinieri del Ros hanno avviato un’indagine con l’ipotesi di reato di vilipendio al capo dello stato in seguito a insulti pubblicati sui social e hanno proceduto a perquisire le abitazioni degli undici indagati e al sequestro dei loro account. Il professor Gervasoni si è difeso dicendo che «sul mio profilo i post contro il presidente della Repubblica ci sono, perché io l’ho criticato diverse volte, però sono tweet di critica politica, assolutamente non minacce. E se diventa vilipendio la critica politica allora vuol dire che siamo in regimi di altro tipo». Il reato Dal punto di vista giuridico, tuttavia, i termini della questione sono diversi. Il reato di vilipendio al capo dello stato è un reato che perseguibile d’ufficio e recita: «Chiunque offende l’onore o il prestigio del presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni». Perché questo reato si configuri non è necessario il cosiddetto dolo specifico, ovvero l’intenzione di offendere, ma è sufficiente la consapevolezza che quanto scritto possa obiettivamente considerato irrispettoso nei confronti dell’istituzione. La vittima del reato, poi, non è il presidente della Repubblica in quanto cittadino, ma Sergio Mattarella nell’esercizio delle sue funzioni di capo dello stato. Questo significa che oggi questo reato è ipotizzabile solo in riferimento a chi attualmente ricopre la carica, non anche ai predecessori. Più complicato è identificare quando le frasi scritte escono dalla sfera della libertà di espressione e rientrano nella fattispecie penale del vilipendio. In altre parole, come si bilancia l’articolo 21 della Costituzione che difende il diritto di tutti i cittadini a esprimersi liberamente con questa ipotesi di reato. Secondo la giurisprudenza, il limite viene superato nel momento in cui la critica assuma toni che ledano l’istituzione, esulando da una mera valutazione – anche polemica e critica – dei comportamenti istituzionali. Come tutti i principi costituzionali, il limite è definito dal contesto in cui concretamente l’insulto avviene. Un esempio: scrivere una critica anche aspra al fatto che il presidente della Repubblica non abbia mandato un messaggio alle camere dopo la crisi del Csm non è vilipendio, perché si tratta di una critica che analizza fatti e atti concreti e che rientra nella libertà di espressione. Diventa invece giuridicamente rilevante un commento che critichi il presidente della Repubblica su elementi non fattuali ma solo insultanti. Il punto, dunque, è soprattutto la forma con cui gli undici indagati si sarebbero espressi: l’istituzione è criticabile in modo anche molto violento, ciò che non può essere fatto è attaccarla con forme ed epiteti che ne ledano il prestigio. Nel caso di Gervasoni, sembrerebbe che l’elemento portante delle accuse non siano tanto i tweet pubblici, quando alcune frasi da lui scritte su un social network russo Vkontakte. Tuttavia, nel merito della vicenda bisognerà attendere la chiusura delle indagini per individuare esattamente le frasi incriminate. © Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloAbbonatiSei già abbonato?AccediGiulia Merlo
Londra, nove feriti per aggressione con l'acido: due erano bambiniTajani annuncia accordo di difesa con l'Ucraina: l'Italia non abbandona Kiev
Mosca: "Truppe inglesi a Kiev equivale a dichiarazione di guerra"
Caso Ilaria Salis, la promessa di Orbán a Meloni: "Avrà equo trattamento"Volo Air Serbia, panico a bordo: botto al decollo e atterraggio d'emergenza
Calciatore israeliano arrestato per incitamento all'odio in TurchiaGuerra in Medio Oriente, raid di Iraele nella Striscia di Gaza: 73 morti in 24 ore
USA, parata per vittoria al Super Bowl finisce male: il bilancio della sparatoria a Kansas CitySvezia, persi anni di ricerca all'università del Nobel
Medio Oriente, Israele avverte il Libano: "Alte probabilità di guerra"Il presidente Milei in Vaticano per l'udienza privata con il PapaGuerra in Ucraina, l'intervista a PutinUsa, la Corte Suprema dell'Alabama ha dichiarato che gli embrioni in laboratorio sono esseri umani
Ilaria Salis lancia l'appello dal carcere in Ungheria: "Non abbandonatemi"
Storico accordo sulla sicurezza tra Kiev e Londra
Ucraina, chi è il nuovo capo dell'esercitoMessico, autobus prende fuoco: 19 morti carbonizzatiSciopero degli agricoltori in India: cosa sta succedendoElezioni Usa 2024, le differenze tra caucus e primarie: inizia la corsa alla Casa Bianca
Ucraina, chi è il nuovo capo dell'esercitoTesla, robot aggredisce ingegnere informatico: salvato dai colleghiSciopero Lufthansa: 90% dei voli cancellatiBarcellona, due bambini trovati morti in casa: le ipotesi