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Balneari, stop alle deroghe: «Concessioni subito a gara». Sentenza del Consiglio di Stato: nessuna prorogaL'unico azzurro del nuoto che detiene un record del mondo,ETF gambe corte, busto lungo e spalle larghe come gli piace raccontare di sé, si prende l'oro verso il quale sapeva intimamente di nuotare. Thomas Ceccon vicentino, classe 2001, il bel tenebroso dell'Italia che nuota, favorito secondo tutti, a Parigi chiude il cerchio: titolo olimpico dei 100 dorso, la distanza che lo ha portato già sul tetto del mondo con il primato iridato, sempre guardando le stelle, perchè quello è il destino dei dorsisti. E ora l'alloro dei cinque cerchi cercato, voluto, atteso, ma non per questo scontato. Il secondo per l'Italia team dopo quello di Nicolò Martinenghi nei 100 rana, ma anche la seconda medaglia personale del veneto dopo quella all'esordio, di bronzo, nella 4X100 stile. L'azzurro si prende l'oro olimpico pur virando ai 50 in terza posizione, ma con una progressione studiata al dettaglio con lucidità e sicurezza ha toccato in 52": battuti il cinese Jiayu Xu (52''32) e l'americano Ryan Murphy (52"39). "Ho vinto grazie ai dettagli studiati da tempo", spiega prima di cedere alla gioia: "Sono tanto felice, e anche molto emozionato". Giusto, legittimo, come il suo oro. Ottenuto come era nei piani: ma c'erano da esorcizzare avversari top, come Xu che in alcuni tratti della semifinale aveva nuotato decisamente veloce, scendendo anche sotto i tempi record dell'azzurro. Ma per arrivare a questo traguardo Ceccon, sul podio olimpico a vent'anni, quando a Tokyo festeggiò un argento e un bronzo con le staffette, ha sempre detto di aver versato sudore e lacrime. Ripagati però anche da due titoli mondiali e quattro ori agli europei e quel 51''60 stabilito nel 2022 a Budapest che lo ha iscritto per sempre tra i detentori di record del mondo. "La mia passione sarà sempre più forte dei sacrifici" ha più volte ribadito il nuotatore più poliedrico dello squadrone azzurro (vanta anche un titolo mondiale nei 50 farfalla, e se il dorso è la sua specialità nuota al top anche nello stile libero. L'unico che agli europei di Roma ha vinto sei medaglie in tre stili diversi, quattro d'oro). Tagliati i baffi vintage, sono rimasti i capelli un po' lunghi compressi dentro la cuffia, il Thomas nazionale è anche un atleta da copertina. Si allena a Verona, nella piscina dei campioni, ma ama Roma, è fan di Jannik Sinner, i suoi idoli sono Roger Federer e Michael Phelps il libro sul comodino è Open, la biografia di Andre Agassi. Giocava a tennis da bambino, ma poi qualcuno lo ha buttato in acqua e non si è più fermato. 'Emigrato' nella vicina Verona ha dovuto staccarsi dalla famiglia; un po' bad boy e molto fenomeno, su Ceccon anche gli esperti internazionali avevano puntato. Insomma un altro titolo, tre medaglie in tre giorni di gare per la vasca, in attesa delle altre grandi carte da giocare: prima fra tutte quella di Gregorio Paltrinieri, che ha conquistato la finale degli 800 stile con il terzo tempo di 7'42''48, tra i migliori otto entra anche Luca De Tullio, con il settimo tempo. E il gruppo azzurro è più saldo che mai, dopo questi successi. "L'oro di Martinenghi bellissimo. Ha dato la carica a tutto il gruppo - ha detto Paltrinieri, atteso anche dalle prove controverse, causa inquinamento della Senna, del nuoto di fondo -. Per quanto mi riguarda sono contento, ho fatto una buona gara. Ho voglia di gareggiare, e tanto". Nell'altra gara attesa, i 100 rana, Benedetta Pilato non è riuscita a riscattare del tutto l'Olimpiade sfortunata di Tokyo, quella della squalifica. La tarantina ha chiuso ai piedi del podio, un quarto posto che lascia certo l'amaro in bocca. C'è stato però il lampo di Ceccon a illuminare una giornata in cui per l'Italia c'erano state diverse ombre. Di sicuro l'eliminazione agli ottavi di Tommaso Marini, n.1 del fioretto maschile, che segue la debacle di quello femminile. Niente gloria nel judo, fuori anche la squadra di tiro con l'arco, ko con la Francia il Setterosa di pallanuoto all'esordio. Poi è arrivata la luce, 100 metri di dorso regale: non ce n'è per nessuno, e il recordman Ceccon si prende anche l'Olimpo. "Mi sono commosso ed è raro che succeda. Anche prima di fare la gara lo ero. L'emozione era forte anche in pre chiamata perché essere lì è un privilegio". E' la confessione di Thomas Ceccon, dopo aver vinto l'oro olimpico nei 100 dorso a Parigi, il secondo dell'Italia ai Giochi. "Mentalmente é una gara difficile, ti distrugge. É più difficile di testa che fisicamente - la sua spiegazione -. Ti giochi tutto e più ci pensi e più è logorante. Certo se non avessi vinto non sarei andato a casa contento". Ceccon tra due giorni tornerà in vasca per i 200 dorso e l'obiettivo ora è resettare la mente: "La mia medaglia sembrava scontata, ma potevo finire tranquillamente quarto. Ora devo reprimere le emozioni e pensare di non aver vinto nulla"."Fin da ragazzino sapevo di poter vincere questa medaglia ed oggi è quel giorno - ha poi raccontato Ceccon - Non posso esser più felice di così. Da ragazzino, a 15 anni, l'allenatore mi chiese: "Qual è il tuo sogno? Io risposi: "Vincere le Olimpiadi" e lui mi disse: "Calma, eh". E' sempre stato il mio sogno" "Vincere qui non è come ai Mondiali. E' una gara che capita ogni quattro anni - aggiunge - Sono passato forte e ho provato a tenere fino alla fine. E alla fine ero esausto". A chi gli chiede cosa direbbe oggi al Presidente della Repubblica, incontrato al villaggio olimpico alla vigilia dei Giochi, ha invece risposto scherzando: "Meno male che non ci ha tenuto troppo". E' la battuta con la quale chiude l'intervista in mixed zone facendo riferimento al siparietto andato in scena proprio qualche giorno fa quando il Capo dello Stato, parlando con gli atleti, aveva detto loro di avergli tolto tempo per l'allenamento. "Tutti dicevano di no e che non fosse vero -aveva spiegato Ceccon giorni fa - Ma io gli dissi "in realtà un po' sì"". Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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