File not found
MACD

Carro funebre finisce in un burrone: conducente salvato dal cadavere

Sparatoria in un edificio ad Atlanta, un morto e almeno quattro feriti: il killer è in fugaTerremoto in Austria, scossa avvertita anche nel nord-est dell'ItaliaIl gruppo Wagner ha preso il controllo di altre due aree di Bakhmut

post image

Gerusalemme: la polizia israeliana irrompe nella moschea di Al Aqsa, è caosÈ davvero possibile “leggere” e prevedere i comportamenti delle persone permettendo alla polizia o addirittura alle macchine di intervenire e catturare potenziali malviventi?MACD Non si tratta di domande di scuola e di discussioni accademiche rispetto a un futuro lontano e improbabile, perché il progresso corre veloce e questi interrogativi su “tecnogiustizia” e “tecnoautorità” iniziano a entrare nella nostra società.In Gran Bretagna così come in California vengono testati da tempo programmi di intelligenza artificiale che individuano aree, comunità e situazioni a rischio oppure scandagliano database con criminali comuni, cercando di indovinare quali soggetti possano commettere un reato violento, assegnando a ciascuno un punteggio di rischio.La Commissione Ue sta preparando un regolamento sull’intelligenza artificiale. Peccato che si riferirà solo all’Ai per usi civili, mentre i problemi più gravi li avremo nei settori della difesa e della sicurezza. È desiderabile che i dati, gli algoritmi, le macchine esperte, in una parola l’intelligenza artificiale diventino un’arma di previsione, dissuasione e repressione del crimine? È davvero possibile “leggere” e prevedere i comportamenti delle persone permettendo alla polizia o addirittura alle macchine di intervenire e catturare potenziali malviventi? È tollerabile che una società avanzata e uno stato di diritto possano anche soltanto concepire di analizzare espressioni ed emozioni per scommettere sull’attitudine criminale di un individuo? Non si tratta di domande di scuola e di discussioni accademiche rispetto a un futuro lontano e improbabile, perché il progresso corre veloce e questi interrogativi su “tecnogiustizia” e “tecnoautorità” iniziano a entrare nella nostra società. Non stiamo parlando di Tom Cruise e Minority Report, insomma, ma di vita reale. In Gran Bretagna così come in California vengono testati da tempo programmi di intelligenza artificiale che individuano aree, comunità e situazioni a rischio oppure scandagliano database con criminali comuni, cercando di indovinare quali soggetti possano commettere un reato violento, assegnando a ciascuno un punteggio di rischio. Come ha raccontato Fabio Chiusi su Valigia Blu si sperimentano perfino strumenti per rilevare dai volti le emozioni: in Uttar Pradesh, a Lucknow, le autorità hanno installato sistemi di identificazione di espressioni facciali di paura, tristezza, dolore e quant’altro possa indicare una violenza in atto contro donne e bambini (fenomeno assai diffuso, secondo le statistiche, in quel territorio come, purtroppo, in tanti altri luoghi del mondo). Te lo leggo in faccia Questo “test”, che cerca di sfruttare algoritmi intelligenti per captare segnali d’allarme sui volti delle vittime, ha destato commenti sconcertati tra gli esperti di machine learning: pensare che un algoritmo possa capire le emozioni di un individuo solo valutandone le rughe del viso parrebbe, in effetti, un’illusione destinata a naufragare, poiché non tutto è visibile agli occhi artificiali. D’altra parte gli esseri umani non mostrano tutto ciò che provano; reagiscono sorridendo anche in frangenti dolorosi o di terrore o rimangono impassibili subendo abusi. Insomma, la pretesa di rilevare stati d’animo con una telecamera deve fare i conti con l’unicità umana e le variabili della coscienza. Sarebbe enorme la quantità di falsi positivi causati da queste tecnologie, ben lungi dall’essere infallibili. Il principio di “Rule of Human Law by Default” dovrebbe imporre la progettazione e l’uso di sistemi informatici, a maggior ragione se intelligenti, nei quali l’ultima parola spetti sempre e solo a super-admin umani. Cosa che ora non c’è e non ci mette al riparo dall’avere in futuro macchine a governarci, anche solo implicitamente. Già oggi quando parliamo di tutela dei lavoratori, i sindacati sono costretti spesso ad avere a che fare, più che con datori di lavoro umani, con algoritmi, app, controlli automatizzati che dettano le regole sul lavoro. Passaggio irreversibile Il rischio è quello di innescare un meccanismo irreversibile. La Commissione Ue ha lavorato negli anni per immaginare requisiti etici da applicare all’intelligenza artificiale. Dopo avere pubblicato linee guida etiche e un libro bianco sull’argomento, ci si attende a breve una proposta di regolamento europeo che miri a normare le forme più rischiose per i diritti e le libertà degli individui. L’intelligenza artificiale può essere una grande opportunità, ma se non governata può davvero essere «l’ultima invenzione dell’essere umano», per citare, tra gli altri, James Barrat: in effetti, al di là della nostra sorte, potrebbe arrivare il momento in cui le persone delegheranno la creatività e la capacità di inventare agli algoritmi. Uno scenario di autoriduzione allo stato vegetativo assolutamente non desiderabile. Le macchine, in passato, hanno sostituito le azioni umane e questo ha avuto conseguenze sui posti di lavoro. Oggi il rischio è di un salto ulteriore: robot e algoritmi possono iniziare a sostituire i pensieri e le volontà degli esseri umani. C’è una bella differenza. Occuparsi di scenari distopici non vuol dire essere contro lo sviluppo tecnologico, l’intelligenza artificiale e le altre magnifiche sorti “e-progressive”, ma avere la consapevolezza e la determinazione, finché si è in tempo, di ancorare questa evoluzione a un’etica umanistica. Vale per la scienza, per l’industria, per la politica e per ogni istituzione. La politica dovrebbe abbandonare i conformismi e avere il coraggio, forse spudorato, di inserire nelle costituzioni nuovi principi e norme fondamentali. Proprio lo “stato di diritto umano”, ad esempio, per il quale mai dovrebbe essere lasciata la possibilità di agire come autorità o persino di far legiferare alle macchine e agli algoritmi. Bisogna evitare l’avvento di poliziotti-bot o, peggio, di deputati-bot, e l’ultima parola nell’amministrazione di società o sistemi informatici dovrebbe sempre e solo appartenere a esseri umani. L’umano, con le sue imperfezioni incalcolabili e con i suoi sentimenti misteriosi, custodisce il segreto del perdono e della pace, sconosciuti all’iper razionalità perfetta degli algoritmi, per i quali tutto è calcolabile. Si sta entrando in un mondo ancora inesplorato nel quale, in nome del progresso, ci imbatteremo in sistemi estremamente rischiosi per i nostri diritti e le nostre libertà. Una soluzione può essere trattare l’intelligenza artificiale alla stregua dei medicinali e dei dispositivi medici, idea già proposta dal sottoscritto e da altri esperti come Stefano Quintarelli: prima dell’immissione in commercio di sistemi AI rischiosi, si dovrebbe prevedere un percorso di sperimentazione e di valutazione degli impatti per considerarne gli effetti collaterali e attivare forme di vigilanza sulle conseguenze indesiderate. Sembra la strada tracciata anche dal libro bianco della Commissione Ue che prelude al prossimo regolamento europeo. Peccato che quel regolamento si riferirà solo all’intelligenza artificiale per usi civili, mentre i problemi più gravi li avremo nei settori della difesa e della sicurezza.   © Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloAbbonatiSei già abbonato?AccediLuca Bolognini

Usa, pioggia torrenziale in Florida paralizzano la cittàUcraina, malgrado la Pasqua "combattimenti senza precedenti a Bakmut"

Notizie di Esteri in tempo reale - Pag. 255

Guerra in Ucraina, morto Maksym Galinichev: la promessa del pugilato aveva 22 anniIn Germania smettono di funzionare le ultime tre centrali nucleari attive

Infermiera morsa da squali alle Maldive: dopo l'aggressione si rituffa in acquaAttentato a Tel Aviv, auto investe pedoni: morto un turista italiano di 30 anni, almeno 5 i feriti

Notizie di Esteri in tempo reale - Pag. 251

Guida senza una ruota e causa un incendio: salvato dalla poliziaBodybuilder perde 37 chili senza fare “alcun tipo di dieta”

Ryan Reynold
Incidente in Svizzera, furgone delle Poste travolto da un trenoYemen, tragedia ad un evento di beneficenza: 85 mortiL'Olanda rende legale l'eutanasia anche per i bambini

Economista Italiano

  1. avatarDiciotto anni dalla morte di Papa Giovanni Paolo II: le sue ultime paroleinvestimenti

    Elezioni Finlandia, vince il partito conservatore: la socialdemocratica Sanna Marin arriva terzaDalai Lama chiede a un bambino di succhiargli la lingua: arrivano le scusePapa Francesco verso le dimissioni? Parla l'esperto: "Ha preparato la sua successione"Myanmar, villaggio bombardato: 100 morti

    ETF
      1. avatarLascia il cellulare alla figlia di 5 anni e si ritrova tremila euro di addebiti di AmazonCampanella

        Terremoto di magnitudo 6.4 in Cile, il sisma ha avuto epicentro nell’Oceano

  2. avatarNo alle manette ma si ai fotografi in aula per Trumptrading a breve termine

    Notizie di Esteri in tempo reale - Pag. 260Scomparsa Mary Quant, l'inventrice della minigonna. Aveva 93 anniUSA, la Florida vieta l'aborto dopo sei settimane di gravidanzaCoppia decide di non avere figli: "Perché rovinare tutto ed essere infelici?"

  3. avatarMistero negli USA: oltre 200 chili di pasta cotta abbandonati nei boschiETF

    Attentato a San Pietroburgo: ucciso blogger TatarskyGuerra in Sudan, Erdogan propone negoziati in TurchiaL'India supera la Cina e diventa il Paese più popolato al mondo: ha quasi un miliardo e mezzo di abitantiPapa Francesco: "In Ucraina è in corso una missione del Vaticano"

    VOL

Malesia, in fiamme la petroliera Pablo: era nota per il trasporto di carichi iraniani

Perchè Disney ha denunciato il governatore della Florida Ron DeSantisCongo, la pioggia causa una frana: morte 19 persone*