Covid, l’allarme dell’Oms: “I vaccini non bastano, allentare le restrizioni con prudenza”Covid, nuove restrizioni in Francia: per entrare nel Paese, test negativo nelle ultime 24 oreInghilterra, supermercati semivuoti: il governo ha chiesto aiuto ai militari
Russia, prototipo dell’aereo militare Il-112V si schianta vicino Mosca: tre mortiLa polizia in azione a Caivano tra le case popolari - Ansa COMMENTA E CONDIVIDI È vero,Guglielmo non tutti gli occupanti abusivi delle case popolari di Caivano sono camorristi. I camorristi, almeno quelli di peso, non hanno bisogno di occupare case popolari. Hanno ville, grandi, lussuose, pacchiane, spesso abusive, ma non poche volte con tutte le autorizzazioni di compiacenti amministrazioni comunali. È invece vero che a Caivano, così come in tante altre periferie del Sud, del Centro e anche del Nord, l’assegnazione delle case popolari è in mano alla camorra e alle altre mafie. Non lo fanno per soldi, né per sensibilità sociale. È solo un segno di potere, un diritto, quello alla casa, trasformato in favore. Accade a Caivano, a Salicelle di Afragola, a Librino di Catania, a Libertà a Bari, a Ballarò a Palermo, a Tor Bella Monaca a Roma o nei quartieri ghetto di Milano. Non sospetti, ma fatti accertati ormai da decine di inchieste, dopo storie di violenze, di sfratti mafiosi ai legittimi assegnatari, di assegnazioni mafiose a famiglie non mafiose ma solo fragili, disperate. Che ringraziano chi ha fatto avere un tetto.Un grazie che poi diventa un debito. Il welfare mafioso non è gratis, non è un servizio sociale come dovrebbe essere il welfare pubblico. Chiede qualcosa in cambio, prima o poi. Tenere un pacco senza chiedersi cosa ci sia dentro, nascondere qualcosa senza fare domande, ospitare qualcuno per fare un favore al “capo” che era stato tanto generoso, fino ad accettare che il proprio figlio, anche minorenne, sia arruolato come sentinella, postino, pusher, soldato, con scooterone e pistola. Anche perché in questi quartieri lavoro non c’è, tranne quello offerto dai clan. Casa e lavoro, diritti trasformati in favori, in reati. No, non sono tutte camorriste le oltre 400 persone che occupano abusivamente, secondo la procura di Napoli Nord, i 254 appartamenti di Parco Verde, più di un terzo del totale. Ma hanno accettato o dovuto accettare la legge dell’illegalità. Imposta dai camorristi, tollerata e probabilmente facilitata da una parte della politica e dell’amministrazione locale, i soliti “amici”. Non è un caso che Caivano sia al secondo scioglimento per condizionamento e infiltrazione mafiosa, per quello scambio perverso tra clan e politici che comprende anche le case popolari. Ora, come spesso accade, arriva la magistratura a ricordarci, fatti alla mano, che c’è anche questa illegalità. Non solo spaccio di droga, non solo estorsioni, non solo appalti. C’è l’illegalità diffusa e quotidiana, favorita da tante, colpevoli, assenze. Assenze di buona politica, di riconoscimento e difesa dei diritti. Sono vuoti, dobbiamo riconoscerlo, anche di una società civile concreta. Non basta la repressione, pur efficace, delle forze dell’ordine. Non basta neanche risanare piscine, campi sportivi, parchi giochi. In questi territori, in queste periferie, non servono azioni eclatanti, da applauso, ma azioni quotidiane, silenziose ma durature. Servono scuola, casa e lavoro. Della prima le mafie non si occupano, anzi la temono, delle altre i clan si occupano a modo loro riempiendo i vuoti lasciati da chi doveva occuparsene. Ora il modo peggiore di reagire dopo la drastica iniziativa della procura di Napoli Nord sarebbe quella di accusare la magistratura di insensibilità o, peggio, di qualche finalità politica. Non ci può essere uno scontro tra diritti dei più deboli e rispetto delle leggi. La “sveglia” invece deve portare a decisioni rapide e concrete, ma sempre rigorosamente nel rispetto della legge e, ci permettete, della Giustizia, che è ancora di più. Caivano e le tante Caivano delle periferie italiane, dimenticate chiedono diritti, quelli veri. Compito della politica, ma anche la società civile è pronta? Perché serve un accompagnamento educativo, altrimenti i veri problemi saranno lasciati al solito “dopo”. O peggio. No, per favore, non lasciamo in mano ai mafiosi, ai corrotti, ai collusi, il destino, la vita, le speranze di chi fa più fatica, dei fragili, dei deboli.
Notizie di Esteri in tempo reale - Pag. 671Usa, verso l'obbligo vaccinale per i dipendenti pubblici a New York
Nuova Zelanda, cosa prevede il lockdown: chiusure e divieti
Madre lascia il figlio di 7 mesi in auto e va al centro commerciale: bimbo morto per asfissiaVariante Delta, nuovo studio del CDC: "Contagiosa come la varicella"
Londra: donna 38enne racconta la sua esperienza con il "Long Covid"Variante Delta, allarme pediatri Usa: aumento contagi dell'85% tra i bambini
Si finge malata per andare allo stadio, licenziataFrancia, 1.500 euro a chi compra una bici elettrica al posto della vecchia auto
Caldo record in Lapponia, registrati 33,6 gradi: il mese di giugno è il più caldo dal 1844Usa, bambina uccisa in autostrada da un sassoUSA, sparatoria ad una festa privata: un morto e un feritoNotizie di Esteri in tempo reale - Pag. 657
In New Jersey ha aperto il primo bar firmato Oreo
Esther Bejarano, morta l'ultima donna dell'orchestra di Auschwitz: aveva 96 anni
Regno Unito, no vax morto a 34 anni: “Ho sbagliato a essere scettico, il Covid è reale”Brasile, prete celebra messa con i cani randagi: la storia di Padre JoaoRapper ucciso in diretta su Instagram: indagini per il delitto di Indian Red BoyFrancia, no vax protestano e scendono in piazza: danneggiati alcuni centri vaccinali
Afghanistan, parla il premio Nobel Malala: "Donne costrette a sposarsi"Variante Delta in Europa, Ecdc: "Aumento dei casi di oltre quattro volte entro l'8 agosto"Notizie di Esteri in tempo reale - Pag. 665Città del Messico, incendio nella metropolitana Pino Suárez: nessun ferito grave